Acciaio inox, nitrurazione e resistenza alla corrosione – parte 1

 In Approfondimenti

Uno studio “made in TAG” per dimostrare che anche gli acciai inox si possono nitrurare.

Gli acciai inossidabili sono ampiamente utilizzati in quei settori dell’industria dove la resistenza a corrosione costituisce un requisito fondamentale.

Il loro comportamento tribologico risulta per lo più inadeguato a causa di alti attriti e bassa resistenza ad usura.

In particolar modo la famiglia degli inox austenitici, manifestando un’elevata tendenza all’adesione ed una bassa resistenza alla deformazione plastica, pone limiti ad una loro più ampia applicazione.

La nitrurazione ha l’obiettivo di migliorare tali comportamenti e, per questo motivo, sono stati effettuati nel corso degli anni svariati studi con differenti tecnologie che hanno evidenziato comunque alcune problematiche, le principali sono:

– La naturale passivazione superficiale.

La resistenza alla corrosione degli acciai inossidabili è dovuta ad un film di ossido sottile e tenace che si forma sulla superficie. Come si evince in letteratura, lo spessore di questo film è di circa 1÷4 nm ed è costituito principalmente dalla fase Cr2O3 (triossido di cromo) che mostra un’elevata resistenza alla corrosione.

La presenza di questo film è importante quanto la sua compattezza ed il suo spessore.

– La sensibilizzazione (con conseguente corrosione intercristallina).

Una delle difficoltà consiste nell’attuare un attento controllo del processo termochimico, soprattutto delle temperature massime applicate, poiché, se effettuato ad alta temperatura (> 550°C), può portare ad un’indesiderata precipitazione di carburi a bordo grano (sensibilizzazione) e/o alla formazione di eccessivi nitruri di cromo che, sottraendolo alla matrice, ne ridurrebbero drasticamente la resistenza a corrosione.

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