In Approfondimenti

Un’altra lega di questa famiglia che si è notevolmente diffusa per la realizzazione di componenti destinati al mondo delle auto da competizione è la Ti-6Al-2Sn-4Zr-6Mo. L’ampio successo di questo gruppo di leghe deriva principalmente dalla possibilità di ottenere, mediante opportune sequenze di trattamenti termici e meccanici, microstrutture bifasiche con morfologie differenti, in modo da ottimizzare le proprietà del materiale che risultano critiche per applicazioni a cui è destinato il componente. Senza addentrarsi nei complessi meccanismi metallurgici che riguardano le transizioni di fase di questa classe di leghe, ci limitiamo a segnalare che, in funzione delle caratteristiche che si vogliono massimizzare (resistenza a fatica, al creep, etc.), la stessa lega, come si può osservare in Figura 2, può essere ottenuta con microstruttura costituita da grani equiassici, con microstruttura completamente lamellare o anche bimodale (termine utilizzato per definire una via di mezzo tra le due condizioni precedenti).

Un’altra interessante caratteristica di queste leghe è la capacità di dare luogo a trasformazioni di tipo martensitico, qualora la fase β venga raffreddata rapidamente da elevate temperature. A seconda della composizione chimica della lega e dalla temperatura di tempra possono formarsi due tipi di strutture martensitiche: α’ con reticolo esagonale compatto, illustrata in Figura 3, e α” con reticolo ortorombico.

Entrambe le microstrutture, se sottoposte ad un successivo trattamento di invecchiamento, si decompongono in una miscela finissima di fasi α e β, che assicurano valori del carico unitario di snervamento spesso superiori a 1000 MPa.

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